Un nuovo impegno per uno sviluppo diverso - Giuliano di Lecce, Puglia, Italy

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Un nuovo impegno per uno sviluppo diverso

Campana del villaggio

di Giuseppe Prontera

Giuliano, piccolo paese a pochi chilometri da Santa Maria di Leuca, fino a pochi anni fa ridente e pieno di vita, rischia ora, in virtù di una diaspora lenta e continua, di morire.
I giovani vanno tutti via, le nascite si contano sulle dita di una mano, le scuole stanno per chiudere, quelle poche attività commerciali ancora presenti navigano in grosse difficoltà, l’industria, quasi del tutto assente, usufruisce di giovani giulianesi in percentuale bassissima, l’agricoltura, mai veramente all’altezza dei tempi, è oggi abbandonata alla cura di quei pochi pensionati ancora in grado di dedicarvi le proprie forze. Nell’analizzare questo fenomeno tre sono, secondo noi, le cause principali che hanno portato a questa situazione: un substrato culturale, retaggio di secolari esperienze vissute sulla propria pelle; la mancanza di una cultura capace d'integrarsi e di spronare quelle forze vitali in grado di promuovere ed attuare uno sviluppo all’altezza dei tempi; una classe politica incapace di essere il tramite tra le proprie popolazioni e la macchina statale promotrice di leggi che, nella maggioranza dei casi, restano appannaggio o del grosso capitale del Nord o di quelle grosse famiglie del Sud detentrici della terra e del capitale che a tutto mirano tranne che ad un reale sviluppo del Sud e del nostro Salento in particolare.
Secoli di storia, amari per le nostre popolazioni, quando fame e miseria erano il loro pane quotidiano, hanno generato una cultura di esasperato individualismo nel campo dell'agricoltura, e non solo, tanto da avere ancora oggi  una propietà terriera fortemente spezzettata, basata  soprattutto sulla necessità di soddisfare esclusivamente il fabbisogno alimentare della propria famiglia. Ma la  cruda realtà attuale capire come sia un fatale errore il coltivare e promuovere questo tipo di “cultura” agricola: oggi, ogni nostro, pur se piccolo, contadino ha tante e tali scorte alimentari da fare invidia ai vecchi latifondisti di qualche anno fa, ma gli mancano le “scorte” dei figli in giro per il mondo in cerca di lavoro, gli manca quell’unità famigliare fonte di tanti dolorei e preoccupazioni. E’ evidente, allora, come diversi siano oggi i problemi che la vita ci pone e diverse devono essere le risposte che per la soluzione di essi ognuno deve dare.
I problemi essenziali per una moderna economia sono, allora, di commercializzare i modo prodotti della propria terra, sponsorizzare la bellezza, ancora incontaminata, di questa terra, creare su queste basi nuovi posti di lavoro usufruendo di un capitale che già esiste ma, come per la terra, in forma fortemente individualizzata, sfruttando tutte possibilità che le leggi attuali (vedi Legge 44) mettono a disposizione di chi non vuole o non intende più vivere ‘rendita’. E’ necessario, quindi, un grande sforzo per il superamento quell' ”individualismo economico” che ha frenato per secoli lo sviluppo del nostro Salento, cercando di capire che non si può vincere da soli la sfida che la società moderna ci impone, ma insieme agli altri, unendo gli sforzi degli uni a quelli degli altri.
È perciò ad una cultura della cooperazione che bisogna affidarsi, sicuri che è l’unica via, per noi poveri individualmente ma ricchi se sapremo unirci, da intraprendere per un nuovo modello di società organizzata, in modo da essere in grado di soddisfare le esigenze di un mercato, sotto tutti i suoi aspetti, sempre più esigente. Quella della cooperazione è una scommessa che le nostre popolazioni devono fare con il futuro, sicuri che dalla sua riuscita scaturirà una nuova linfa vitale, in modo da rendere vivo ciò che ora sembra morto, di rendere competitivo ciò che è insignificante a livello commerciale.
Ogni singolo cittadino dovrà essere stimolato e supportato in questa sfida dall’aiuto che può e deve giungere dalle varie organizzazioni culturali, politiche ed economiche presenti sul nostro territorio.
Ecco allora la necessità di una interazione continua tra paese reale ed amministrazione comunale, o uomini politici in genere, allo scopo di una conoscenza, quanto più aggiornata possibile, delle varie leggi che lo Stato emana a favore di associazioni, cooperative, di cittadini che hanno come fine uno sviluppo diverso della nostra economia; ecco la necessità di un rapporto più stretto tra Università e mondo del lavoro per dare ad esso quelle basi culturali e quelle conoscenze specifiche e specialistiche indispensabili per iniziare e per portare a termine  uno sviluppo ed una organizzazione del lavoro all’altezza dei tempi; ecco infine la necessità di avvalersi dell’esperienze altrui (tramite organizzazioni altamente specializzate, quali l’Ente Provinciale per il Turismo,  La Camera di Commercio, Agenzie Turistiche ecc.) nel campo del turismo dell’agriturismo come possibilità concrete per migliorare il livello di vita dell’intero Salento e del nostro Paese.
Se tutte queste forze sapranno uscire dal loro piccolo orticello ed interagire, se i nostri concittadini, con tanta esperienza sulle spalle acquisita all’estero, sapranno vedere il Paese natio non solo come luogo dove andare a morire, ma come luogo dove mettere in pratica questa loro esperienza, se tutti coloro che vivono giornalmente in questo piccolo paese si abitueranno a non prendere tutto dagli altri o dallo Stato, ma ad impegnarsi in prima persona affinchè qualcosa realmente cambi, allora sicuramente si potrà sperare in un avvenire, e per noi e per tutti i nostri figli, diverso e forse migliore.
Questo nostro intervento vuole essere, più che uno studio scientifico, un semplice contributo per stimolare quelle potenzialità operative ed imprenditoriali proprie della nostra gente, affinchè si possa finalmente uscire da quello stato di isolamento dal ciclo produttivo proprio del Salento e della nostra GIULIANO in particolare.

art. pubblicato su:"LA CAMPANA DEL VILLAGGIO" ediz. 29.6.95

"SOCIETÀ"

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1 commento
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2016-10-07 10:31:52
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