Lettera ai Giulianesi... - Giuliano di Lecce, Puglia, Italy

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Lettera ai Giulianesi...

don Antonio Riva

...sparsi in Italia e nel mondo. Giuliano, 18 gennaio 2014
di don Antonio Riva
     Oggi è un giorno diverso dal solito: da questo sabato daremo inizio alla novena in preparazione alla solennità del nostro S. Patrono Giovanni Crisostomo. Già! la novena! Nove giorni d’attesa; nove giorni di preparazione; nove giorni che scandiscono e caratterizzano in modo diverso e particolare le giornate tipo del nostro scorrere quotidiano. Nel linguaggio popolare da oggi in poi saranno i giorni delle “novene de S. Giuvanni”
per poi culminare nella solennità del 27 gennaio e quando s’avvicina una festa patronale il pensiero riaffiora sempre nelle proprie radici rispolverando l’identità di un popolo e l’appartenenza ad una terra. La religione s’è sempre coniugata con l’umanità perché ha perfezionato l’uomo, lo ha dotato di quel qualcosa che mancava, ha colmato lacune, domande, lo ha fortificato ma soprattutto ha reso l’uomo più uomo! Ecco che accanto all’antropologia cammina di pari passo anche la fede!

     In tutta questa atmosfera corre il pensiero anche per i Giulianesi che si trovano all’estero, sparsi per le varie regioni d’Italia, agli studenti. Un pensiero caro e colmo del “profumo”
che il proprio paese natale, in una maniera unica e irripetibile, riesce ad emanare. Con la mente, ma ancor di più con il cuore ciascuno di voi, che per lavoro, studio, legami familiari siete lontani dall’incantevole villaggio di Giuliano, in questi giorni c’è un dolce ricordo ai volti, alle strade, alla chiesa addobbata in festa, ai profumi, ai sapori, alla musica che nella festa di S. Giovanni ha da sempre caratterizzato la vita di questa giornata. Siete tanti i Giulianesi sparsi in Italia e nel mondo, ho avuto modo di appurare con mano questa realtà proprio nel tradizionale giro d’auguri  natalizi e visitando le vostre case tantissime sono “tappezzate” di foto e dolci ricordi i quali esternano il legame inscindibile tra il focolare domestico natìo e il “proprio sangue” che si trova in terra straniera o lontana. In quasi tutte le famiglie ho ascoltato questo ritornello: “ don Antonio abbiamo tre figli: il grande si trova in Svizzera, il secondo a Bologna il piccolo …….” etc, etc, un ritornello che poteva sembrare il solito ma che al contrario ogni volta era sempre nuovo perché ogni madre ed ogni padre lo ha pronunciato con toni amorevoli propri!Il nome del figlio o dei nipoti aveva musicalità propria così come vibravano le corde del proprio cuore!

     Per tutti voi allora un pensiero caro ed una preghiera fervida; una preghiera insieme al nostro amato San Giovanni perché nella diversità di luogo e  di lavoro possiamo sempre più ritrovarci quale famiglia di Dio e Comunità umana e cristiana.

     Assicuro il mio personale ricordo nella celebrazione della S. Messa ed in modo particolare vi ricorderò nella festività del 27. Ricordo da ragazzino, quando servivo messa da chierichetto, che nei giorni feriali, di tanto in tanto, le buone e anziane madri intonavano un canto particolare al momento dell’offertorio. L’offertorio è il momento in cui si presenta e si offre, a Dio Padre, il pane e il vino che diventeranno Corpo e Sangue di Gesù e il sacerdote insieme a questi due prodotti, ricevuti dalla bontà di Dio attraverso la madre terra, offre anche il lavoro dell’uomo. Bene! Proprio in questa parte della messa intonavano un canto che raccontava e presentava a Dio, insieme al pane e al vino, anche il lavoro e la vita dell’emigrante, del figlio lontano. Diceva così: “Dell’ uomo che lavora nelle fabbriche e nei cantieri, nei campi e nelle miniere: Signore! Dell’uomo che è costretto da miseria a lasciar la sua terra per cercare un lavoro lontano: Signore!”
E il ritornello concludeva: “Insieme a questo pane e a questo vino che t’offriamo, accetta la fatica che egli fa, accetta le umiliazioni che subiran!”

     Le parole di questo canto, che è preghiera, sarà anche per ciascuno di voi la mia preghiera!
     Con sincero affetto e paterna vicinanza vi saluto e benedico!

                          don Antonio Riva
Amministratore di S. Giovanni Crisostomo in Giuliano di Lecce.

 
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