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Documentazioni
di Prof. Giovanni Prontera, Professore di Lettere, ex Dirigente Scolastico e massimo esperto della Divina Commedia
Anzitutto un plauso caloroso al Parroco, don Rocco Zocco, il quale, degno discepolo del compianto Vescovo don Tonino Bello, ben consapevole che non ci può essere, oggi specialmente, vero progresso spirituale e civile senza un’adeguata conoscenza dei problemi del nostro tempo, con l’intento di discuterne, di affrontarli e di non rimanere indifferenti davanti a essi, sta guidando, col solito suo entusiasmo, un gruppo di giovani, desiderosi di far sentire la loro voce attraverso un organo. sia pur modesto, di stampa.
A me (e ringrazio del compito affidatomi) è stato proposto d’ illustrare le non poche iscrizioni latine, incise sul frontone di case non risparmiate dall’ opera divoratrice del tempo.
Ebbene dico subito che tali frasi, prescindendo dagli autori ignorati di tempi, in cui la cultura era un privilegio di pochi, contengono, alcune, un vero programma di vita; altre, considerazioni di saggezza perenne; altre, consigli e suggerimenti.
Iscrizioni in via Regina Elena
Quella, che è un programma di vita, è la seguente, (in via Regina Elena):
Virtus invidiam frangit Labor fortunam conciliat Humilitas fortiora vincit
La virtù annienta l’invidia Il lavoro concilia la fortuna L’umiltà vince prove piuttosto difficili
Ritengo che, eloquente com’è, non abbia bisogno di commento.
Bella l’iscrizione, presa dal I libro dell’Eneide di Virgilio, ispirata a ottimismo, con la quale si esortano a non disperare coloro che si trovano in momenti difficili: (sul frontone di una casa nel largo in cui sorge il monolito):
Durate et vosmet ipsi rebus servate secundis
Resistete e conservatevi proprio voi per eventi migliori.
Quanta saggezza poi in quest’altra (sul frontone di quella che fu una scuola elementare, di fronte al Palazzo Fuortes):
Vide manticae quod in tergo est
Vedi della bisaccia la parte che sta dietro: cerchiamo di riconoscere i nostri difetti, prima di riprendere quelli degli altri.
Il senso della libertà, la soddisfazione cioè di poter disporre delle cose proprie, senza essere soggetto ad altri, si legge sul frontone di un trappeto sotterraneo, in via Regina Elena:
Non spe lucri, sed libertatis posuit
L’ha costruito (il padrone) non con la speranza del guadagno, ma della libertà
L’iscrizione, datata, se non erro, prima del 1789, risente dell’aspirazione a quella libertà, che poi venne consacrata, col sangue, con la grande Rivoluzione Francese.
Ultima l’iscrizione, in via Regina Elena, in cui si ha l’esortazione al disprezzo della vita molle e oziosa, rimedio efficace contro il bisogno, e insieme l’augurio che l’erede sappia conservare, perchè è per lui in guadagno, ciò che ha ereditato.
Eccola:
Noli diligere somnum ne te egestas opprimat Quae parasti cuius erunt lucro sunto (A.D. 1778)
Non amare il sonno, se non vuoi essere oppresso dal bisogno. Ciò che hai acquistato, sia di guadagno per l’erede.
Queste iscrizioni della nostra piccola, ma operosa Giuliano, dove il sottoscritto vide la luce (e ne è orgoglioso!) oltre settant’anni fa, siano, soprattutto per i giovani, motivo di riflessione e insieme d’incitamento a una vita degna, da amare sempre e da custodire con cura vigile, gelosa e attenta.
art. pubblicato su:"LA CAMPANA DEL VILLAGGIO" ediz. 29.6.95 "STORIA"
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