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Giuliano di Lecce: pecunia volant, incuria manent
CHIESA DI SAN PIETRO
Lavori di recupero eseguiti rozzamente e mai conclusi. Lo stato di abbandono della chiesetta bizantina, di Marco Graziani, il 25 gennaio 2011
Che lo stato di salute del patrimonio archeologico ed artistico italiano desti ormai più di un segnale di preoccupazione è purtroppo cronaca degli ultimi mesi. I crolli tra le rovine di Pompei, l’azzeramento da tre anni dei finanziamenti per la manutenzione dei beni culturali, con le aggravanti dei conflitti di competenza tra Stato e Regioni per la loro tutela e dell’incompetenza ministeriale, sono i sintomi di una situazione di abbandono ed incuria del nostro patrimonio culturale, davanti alla quale abbiamo imparato a chiudere gli occhi.
E le nostre piccole realtà cittadine non sono di certo le eccezioni alla regola, ma addirittura, in alcuni casi, come quello della Chiesa di San Pietro di Giuliano di Lecce, frazione di Castrignano del Capo, neanche l’attenuante del “mal comune, mezzo gaudio” riesce a condonare l’evidente disaffezione civica. Perché anche quando i finanziamenti della Regione Puglia arrivano (160mila euro, delibera G.R. n. 1219 del 04.08.2006) e la Giunta Comunale delibera poi l’intervento di “Recupero, fruizione e valorizzazione della Chiesa di San Pietro” (n. 2 del 07.03.2007), non si sono ancora fatti i conti con la mala gestione politica dei fondi pubblici.
Accade così, che questa chiesa bizantina del X sec. d.C., dichiarata monumento nazionale di terza categoria sin dal 1871, costruita con massi isodomi provenienti dall’antica e vicina città messapica di Vereto, edificata per ricordare il passaggio di San Pietro dall’estremo lembo d’Italia e che - secondo le testimonianze storiche - sarebbe stata officiata dai monaci Basiliani o Benedettini, versi oggi, dopo i recenti “lavori di restauro”, in uno stato di mero degrado e precarietà.
Delle pareti interne affrescate sono rimaste solo insignificanti tracce di colore e, nonostante siano stati riportati alla luce alcune antiche tombe scavate nella roccia e il pozzetto-silos battesimale tipico del rito greco-bizantino, i lavori di recupero sembrano essere stati eseguiti rozzamente e mai conclusi: i pozzi non messi in sicurezza, sono ostruiti da mattoni; le griglie di protezione delle tombe installate malamente e poi divelte; l’impianto di illuminazione lascia qua e là cavi scoperti e non interrati; il plexiglas dell’impattante tettoia, che dovrebbe proteggere il monumento, è andato in frantumi tra gli intonaci che cominciano a staccarsi dalle mura e dalla pavimentazione; mentre tutt’intorno al monumento è un festival di incuria e abbandono, visto che gli accessi al sito archeologico sono lasciati incustoditi.
Nazioni con meno patrimonio artistico dell’Italia incrementano considerevolmente il turismo, valorizzando ogni piccola chiesa o museo, mentre nel Belpaese non riusciamo ancora a capire che se non si tutelano i beni archeologici questi finiscono per crollare.
Foto: gruppo Lu Raju - Castrignano del Capo
Fonte: http://www.loscirocco.it/articolo.asp?id_cat=2&id_art=3717
Come era...
La Cappella di San Pietro ha una lunghezza di 10,40 metri, venne costruita con massi isodomi provenienti dall’antica città messapica di Vereto.
Le origini risalirebbero al X secolo e sarebbe stata officiata dai monaci Basiliani o Benedettini, si volle edificata per ricordare il passaggio di San Pietro dall’estremo lembo d’Italia.
È dichiarata monumento nazionale di terza categoria sin dal 1871”
La chiesa di San Pietro è una singolare costruzione situata alla periferia dell'abitato, lungo il lato sinistro della strada che porta al cimitero.
Dedicata al principe degli Apostoli, è costituita da un' unica navata di forma rettangolare che misura mt. 10,40 di lunghezza e mt. 4,72 di larghezza; la volta non esiste.
I muri della chiesetta contengono molti grossi massi monolitici del tipo di quelli che troviamo in vari monumenti messapici, evidentemente depredati dalle rovine dell'antica Vereto.
La chiesa è del X secolo: lo stile è quello romanico tipico anche della coeva chiesa di San Giovanni Battista nella vicinissima Patù.
Graziosa la bifora absidale foggiata a croce e ricavata in un solo monolite.
Importantissimo il grosso blocco giacente all'esterno della chiesa lungo il lato sud completamente staccato dall'edificio, arricchito da un fregio dorico.
Nel lato nord, quasi nel punto di raccordo tra la navata e l'area dell'abside, è possibile vedere un ingresso laterale rozzamente murato.
Recenti lavori di restauro hanno portato alla luce, all'esterno dell'edificio, alcune tombe e il pozzetto-silos battesimale tipico del rito greco-bizantino.
Le pareti interne della chiesa erano affrescate; purtroppo sono rimaste solo tracce insignificante di colore.
La Chiesa di San Pietro, risale al decimo secolo d. C. ; sicuramente eretta su una costruzione già esistente e per la quale furono utilizzate (come la vicina CENTO PIETRE di Patù) i grandi blocchi in pietra delle vicine mura messapiche della città di Vereto. Oggi la chiesa, monumento nazionale di terza categoria, versa in uno stato molto precario, senza il tetto, si presenta ad una sola navata, con una tecnica costruttiva che è analoga a quella usata per la chiesa di San Giovanni vicino a Centopietre; all’interno si possono notare residui di affreschi mentre all’esterno si trovano dei pozzi e delle antiche tombe scavate nella roccia. Dedicata a San Pietro quale testimonianza del passaggio dell’Apostolo in viaggio per Roma, si trova nella periferia del paese andando verso il cimitero.
Altri articoli sulla chiesa di San Pietro
La chiesa di San Pietro a Giuliano di Lecce
Pubblicato da: Marco Piccinni | 23 mag 2011 | pubblicato in: Archeologia, Castrignano del Capo
Fonte: http://www.salogentis.it/2011/05/23/la-chiesa-di-san-pietro-a-giuliano-di-lecce/
...come'è oggi, in data 19 aprile 2009, dopo la restaurazione...



Foto inviate da: Angela Cassani-Maiolo, 19 aprile 2009, 22.04
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