Il cortile del nonno - Giuliano di Lecce, Puglia, Italy

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Il cortile del nonno

Campana del villaggio

di Melania Maiolo, 6 Febbraio 2006


Un bel ricordo

Un piccolo cortile, in Via Regina Elena, con quattro entrate, in quattro case diverse:
Due a sinistra, una in fondo, sulla destra, e l'altra proprio di fronte all'entrata del cortile. Un'entrata piccola, attraverso la quale, per entrare bisogna abbassare la testa e fare attenzione allo scalino che permette di scendere.
Sulla destra, prima della porta in fondo, una vecchia parete bianca segnata dal tempo, ricoperta da una grande vite, maestosa pianta d'uva, che col passare degli anni sembra essere diventata un tutt'uno con la parete.

La porta dell'entrata sulla destra appartiene ad un anziano signore, conosciuto come "Lu mesciu scarparu", (Maestro Giovanni), ovvero il maestro delle scarpe. (Da noi "mesciu" sta per maestro, ovvero persona saggia, ricca di conoscenze, ma si usa dire anche come forma di rispetto).
In questo momento non si vede, perché sta lavorando dentro a quella vecchia casetta, circondato dai suoi attrezzi ormai in parte anche arrugginiti… Mi sembra di sentire ancora i colpi del suo martello mentre lavora i materiali…

In cortile tre persone:
La "Mescia Carmela" (Maestra Carmela). È seduta su quella vecchia e cigolante sedia a dondolo, intenta a fare la maglia. I suoi capelli sono raccolti in un delizioso scignon grigio. Qualche molletta qua e là per fissare le ciocche capricciose. Indossa ancora quel vestito di stoffa leggera, color blu notte, decorato con tanti piccoli fiorellini bianchi.
Se ne sta seduta lì, davanti alla sua entrata, la prima a sinistra, e nei suoi occhi una calma e una quiete invidiabili… Sguardo di occhi che hanno vissuto, sguardo di occhi affaticati, ma che hanno ancora tanto da raccontare…

Davanti all'entrata di fronte, in fondo al cortile, troviamo la "Marì "Columba", (qui la Marì "Columba ed io, in una foto del 1999) Simpatica e graziosa signora anziana, dai capelli lunghi, quasi rossi e legati sempre in una coda di cavallo. Di bassa statura ed ormai quasi senza denti. Sembra stia canticchiando, mentre con tanta umiltà e serenità spazza l'entrata di casa sua. Un po' curva, come se si appoggiasse alla scopa, visto che zoppica un pò. Il solito grembiulino, ormai sciupato, copre il leggero vestitino chiaro che indossa. Sembra quasi una bambolina con la scopa in mano. Mani ruvide, ma belle. Mani che hanno lavorato…

Ed eccolo lì: Seduto su quella panchina di cemento accanto all'entrata di casa sua, con il suo mitico berretto: Il Nonno Giovanni! (qui il Nonno ed io, in una foto del 1999)
Il volto segnato dall'età, il baffo bianco e crespo, la pelle abbronzata dal sole caldo della nostra terra… E quei suoi accesissimi occhi azzurri, illuminati dai raggi che dolcemente gli accarezzano il volto nascosto sotto il berretto… Non ho mai capito come facesse a girare sempre con quei suoi pantaloni così caldi. Però indossa i sandali…
Nella mia immagine sta gesticolando. Sembra stia parlando con la "Mescia Carmela" (Maestra Carmela). Osservandole bene, anche le mani del Nonno sono rovinate, ancora un po' sporche di terra, mani laboriose, robuste, mani affaticate…

Un cortile che racconta tante storie vissute, tanta umiltà, tanta generosità, tanto affetto, tanta tenerezza…Un piccolo grande mondo, rinchiuso in quel cortile, pezzettino di terra, di quel piccolo paese lontano, Giuliano di Lecce, quasi sperduto, ma che porterò sempre nel cuore, ricordando sempre che in quel cortile, il mio Papà giocava con i suoi fratellini…

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1 commento
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2017-05-12 20:00:44
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